L'estate che non c'è stata

Dopo la siccità del 2011, la gelata del febbraio 2012, la grandine del 2013 e la super nevicata del 2014 pensavamo di avere testato a sufficienza la capacita di sopravvivere delle viti di Vigna 1350. Non sapevamo però ancora di incappare in una delle più brutte estati degli ultimi 50 anni.

Dall’inizio di quest’anno alla fine di agosto sono precipitati circa 780 millimetri di pioggia. Se si aggiungono i circa 300 millimetri equivalenti delle precipitazioni nevose, superiamo, all’inizio dell’autunno meteorologico, i 1.000 millimetri di acqua, quanto normalmente piove nell’arco dell’anno intero, e deve ancora trascorrere l’autunno, la stagione pluvifera per eccellenza.

È mancato il solleone e le temperature dei tre mesi estivi del 2014 sono state più simili a quelle di ottobre.

Degli effetti di questa combinazione meteorologica sul turismo estivo ne hanno parlato a lungo anche i giornali e le televisioni nazionali. Ma quali sono le considerazioni agronomiche e viticole in proposito?

Specialmente nel nord d’Italia la primavera è partita in ritardo e le basse temperature hanno in parte impedito la completa allegazione dei fiori di vite. Il proseguo di questo andamento stagionale e le copiose piogge che hanno mantenuto freddi i terreni, hanno condizionato il metabolismo delle piate.

In sostanza siamo giunti in vendemmia con maturazioni scarse, bassi contenuti di zuccheri nelle uve e con molti raccolti danneggiati dalle piogge, da grandinate  e  da malattie funginee (peronospora).

Una vendemmia da dimenticare, anzi, da ricordare per il particolare andamento di una estate che non c’è stata.

Come è andata in Vigna 1350?

La neve eccezionale dello scorso inverno ha lasciato il segno. È stata particolare la dimensione e la qualità della massa nevosa che in Vigna 1350 ha raggiunto i tre metri di altezza con un peso specifico di oltre 500 kg per metro cubo, pari ad un carico sul terreno di 1.500 kg per metro quadro. È come dire che sull’appezzamento, che è di circa 4.000 metri quadrati, si sono depositate 4.000 automobili “in parcheggio”!

Le strutture del vigneto sono state danneggiate all’80% e circa 200 piante sono state letteralmente falciate dal peso e dallo scorrere del mantello nevoso.

L’opera di ricostruzione è stata imponente ma alla ripresa della stagione vegetativa il vigneto era completamente ristrutturato e le piante mancanti rimpiazzate con nuove barbatelle.

La stagione è partita comunque in ritardo e anche la fioritura ha subito le piogge incessanti e il clima freddo. Molti fiori non sono giunti alla allegazione, ma nonostante ciò diversi grappoli hanno proseguito il percorso verso la maturazione.

La vegetazione delle piante ha però goduto dell’ingente apporto di acqua che per la natura del terreno assai drenante, non ha costituito problemi di ristagno lasciando l’apparato radicale sempre libero di respirare.

Ovviamente la peronospora si è fatta vedere ma si conferma quanto avevamo già osservato negli anni precedenti, e cioè che i raggi ultravioletti, che forano anche la coltre delle nuvole, bloccano e curano gli effetti delle infezioni. Non abbiamo effettuato alcun trattamento antiparassitario e le viti sono sostanzialmente sane e vigorose.

A fine agosto i grappoli sono in fase di accrescimento degli acini, a circa 60 giorni dalla maturazione.

Mentre in pianura molte varietà hanno chiuso il periodo in cui la piante apporta sostanze ai frutti, e quindi si deve accettare il risultato come definitivo, in teoria esistono ancora i presupposti affinché l’uva di Vigna 1350 prosegua verso la maturazione, anche se i termini di tempo si sono spostati a fine ottobre e pertanto dovremmo sperare in ottime condizioni meteo per i due mesi che abbiamo davanti.

Staremo a vedere.