Verifica preliminare delle condizioni di fattibilità

Di per sé l’elevazione della quota non rappresenta un limite pregiudiziale: la coltivazione della vite, nei limiti bioclimatici imposti, oggi ha raggiunto tutti i continenti, percorrendo un costante cammino di espansione. Ritroviamo vigneti in quasi tutti i paesi europei, in Svezia, in Inghilterra, Polonia, in tutti i continenti, nelle Americhe, in Asia, Africa, Australia, Oceania, a quote, come ad esempio in Argentina, anche superiori ai tremila metri.
In Europa esistono vigneti storici in Valle d’Aosta, da cui a 1.200 metri di quota si ricavano vini dotati di Denominazione di Origine Controllata, il Blanc de Morgex et de La Salle; a pari quote nel Vallese i vigneti confinano con le piste di sci.
 
Il vero limite di coltivazione è indipendente quindi dalla quota dell’impianto, ma è rappresentato dalle condizioni pedoclimatiche del territorio.
Sono stati verificati i parametri bioclimatici riferendosi alla stazione meteorologica di Dobbiaco, tenendo conto che questa località riscontra una temperatura media più rigida di circa 0,9 °C rispetto a Cortina. Sono stati parametrizzati i valori dell’ultimo decennio applicando l’indice bioclimatico di Huglin, uno dei più utilizzati nei confronti bioclimatici. La media mobile oscilla attorno al valore di 1.200, considerato come limite generale per il raggiungimento della maturazione dell’uva, con punte minime di 1.100 e punte massime di oltre 1.400. Sulla carta ciò fa presupporre la reale possibilità di coltivare con successo la vite a Cortina.
 
Indi di Huglin

Indice bioclimatico di Huglin calcolato sulla base delle temperature registrate a Dobbiaco nel periodo 2003- 2010

La scelta del terreno più vocato è stata operata nell’ambito delle proprietà delle Regole d’Ampezzo tenendo conto della migliore esposizione solare e della protezione dai venti settentrionali. È stato individuato un terreno in località “La Vera” alla quota media di 1.350 m.s.l.m. con coordinate 46°33’46.85”N, 12°07’46.59”E, ex cava di ghiaia,successivamente utilizzato per la discarica di inerti e bonificato circa 30 anni fa con terreno locale che rappresenta qualitativamente quello naturale del luogo.


Il terreno presenta una buona insolazione presentandosi con esposizione a sud-sud-ovest, libero verso il percorso dell’arco solare e ben riparato sul versante nord per la presenza di una fitta vegetazione boschiva e della parte rocciosa del Pomagagnon.

 

Nella parte interessata dal progetto il drenaggio idrico è buono e non si manifestano fenomeni di ristagno anche per la presenze di opere che contengono il ruscellamento delle acque superficiali provenienti da monte.
Nel corso del mese di marzo 2011 è stato svolto un carotaggio per l’ottenimento di due campioni rappresentativi del suolo che sono stati sottoposti alle prove d’analisi specifiche.
 
Il suolo, nello strato interessato dalla coltivazione, risulta essere di tipo sabbioso-limoso con buona presenza di scheletro, pH basico, normalmente dotato degli elementi fondamentali, con elevato contenuto di magnesio ed una leggera carenza di potassio facilmente correggibile nel tempo mediante apporto di solfato di potassio che ha nel contempo la funzione di abbassare l’alcalinità in eccesso.
 
Sostanzialmente il terreno ha una buona vocazione alla coltivazione della vite.
Altri aspetti annotati riguardano la presenza di evidenti segnali del passaggio di diversi specie di ungulati, elemento che deve essere considerato nella progettazione del impianto in quanto rende necessario un confinamento dello stesso tramite una adeguata recinzione a protezione dei danni che la fauna residente può provocare al vigneto.